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Lumi Di Chanukkah. Una Collezione fra Storia, Arte E Design

I LUMI DI CHANUKKAH ARRIVANO A LECCE: AL MUST SI INAUGURA IL 20 GIUGNO

Seconda trasferta nel Sud Italia per una collezione di lampade unica al mondo.

UNA COLLEZIONE FRA STORIA, ARTE E DESIGN

Casale Monferrato, 12 giugno 2019 - A Matera, alla Fondazione Sassi la collezione, ha raccolto un grande successo di pubblico internazionale ed è stata riconosciuta dalle Istituzioni locali come un evento importante del palinsesto di Matera Capitale Europea della Cultura.
Ora "i Lumi di Chanukkah", la collezione di Chanukkiot* di Arte Contemporanea unica al mondo, continua la sua esposizione nel Sud d'Italia con una nuova mostra che si inaugura il 20 Giugno 2019 al MUST, Museo Storico della Città di Lecce, prevedendo un nuovo allestimento ed alcune novità nel percorso espositivo. Sarà visitabile fino al 22 Settembre 2019, Giornata Europea della Cultura Ebraica.

La mostra, partita dalla Fondazione Arte, Storia e Cultura Ebraica a Casale Monferrato e nel Piemonte Orientale, ONLUS, arriva nel capoluogo pugliese con alcune importanti novità, declinando in maniera dedicata al contesto il progetto stesso. La collezione di Lumi, custodita accanto alla Sinagoga della città piemontese, è infatti il risultato di un progetto cresciuto nel tempo grazie alla collaborazione di moltissimi artisti, architetti e designer che hanno omaggiato la piccola Comunità Ebraica di Casale Monferrato con una propria e libera interpretazione dell'oggetto rituale, protagonista della festa ebraica di Chanukkah ed è oggi un unicum al mondo che, oltre ad restituire una mappatura degli artisti contemporanei, ha la vocazione di farsi "ponte" per unire persone, identità, sensibilità, religioni e visioni del mondo.

La parola Chanukkah significa "Inaugurazione" ed è la festa ebraica che celebra la riaccensione della luce sacra all'interno del Tempio di Gerusalemme dopo la sua liberazione dall'occupazione di Antioco IV. La riaccensione della luce ha un suo valore simbolico molto forte e testimonia la volontà di esistere.

A Casale Monferrato, agli inizi degli anni novanta, il numero di ebrei continuava a diminuire, ma il desiderio di esistere non si affievoliva e, quasi per gioco, alcuni artisti hanno cominciato a interpretare questo tema regalando le opere e generando una contaminazione che porta oggi la collezione a contare circa 250 lavori d'arte contemporanea.
Crescendo nel tempo la collezione è stata alimentata dal contributo dei più grandi artisti nazionali e internazionali ed è stata esposta e ammirata in contesti di grande visibilità (il Castello di Casale Monferrato in occasione di Expo 2015, il Palazzo Ducale di Mantova, la Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Transnazionale Sacra delle Religioni e dell'Umanità di Palermo, la Triennale di Milano, il Palazzo della Luce di Torino oltre alla già citata Matera).
"La collezione si compone di tante diverse espressioni artistiche che è possibile, a seconda dei contesti, diversificarne i contenuti, il percorso espositivo e la relazione con il contesto ospitante. – spiega la curatrice della mostra Daria Carmi - L'appuntamento di oggi nasce dall'unione di diversi elementi. A Matera, grazie alla Fondazione Sassi, abbiamo potuto sollevare una riflessione internazionale sull'importanza della luce come simbolo di conoscenza, di vita, di dialogo interreligioso e su come questi siano valori imprescindibili per una Capitale Culturale. A Lecce abbiamo ora l'occasione di dare continuità a questa riflessione, ma di approfondire anche un altro aspetto storico e identitario che è l'importanza della presenza ebraica al Sud Italia e in particolare in Puglia. Questa mostra sarà un'occasione importante per riaffermare antichi valori e radici profonde."
In mostra i "Lumi" degli artisti Amendola, Arman, Assmann, Barni, Bobba, Bonaldi, Canova, Carroll,Colin, Fallini, Fioroni, Francia, Fusari, Gerstein, Hassoun, Isgrò, Levy, Lodola, Luzzati, Mondino, Osgnach, Palterer, Pili, Pomodoro, Porta, Ravà, Recalcati, Ronda, Topor, Wolf e Xerra, ma rispetto a Matera ci sono anche tre "new entry". Il MUST infatti ha nel suo storico molti degli artisti che hanno preso parte a questo progetto e questo aspetto è sottolineato dalla presenza delle opere di Vittorio Pavoncello, Riccardo Dalisi e Elio Carmi portando il numero delle opere a 34.

Per informazioni sul Museo dei Lumi www.casalebraica.info - tel 0142 71807
Ufficio Stampa Alberto Angelino 338 6232374 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Daria Carmi – Curatrice "I Lumi di Chanukkah" 3491785601
* forma plurale di Chanukkia, ovvero la lampada usata per la festa di Chanukkah

MUST - Museo storico Città di Lecce
via degli Ammirati 11, Lecce
Contatti : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ;
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Ai bordi dell'identità
Videoarte contemporanea dalla Fondazione Han Nefkens

Mostra collettiva di videoarte internazionale
Ideazione e cura di Giacomo Zaza

MUST
Museo Storico della Città di Lecce
20 giugno – 8 settembre 2019
Inaugurazione: 20 giugno 2019 ore 19:30

La mostra di videoarte Ai bordi dell'identità, a cura di Giacomo Zaza, sarà al MUST di Lecce dal 20 giugno al 8 settembre 2019 e al MAC di Lissone (MB) dal 28 settembre al 24 novembre 2019. Il progetto espositivo è incentrato su questioni d'identità culturale, sociale e di genere
Lecce/Lissone (MB), 05 giugno 2019 – Ai bordi dell'identità, Videoarte contemporanea dalla Fondazione Han Nefkens, è una mostra di opere video ideata e curata da Giacomo Zaza. Il progetto espositivo prevede due tappe italiane: dal 20 giugno al 8 settembre 2019 al MUST - Museo Storico della Città di Lecce – con inaugurazione il 20 giugno alle ore 19:30 e dal 28 settembre al 24 novembre 2019 al MAC - Museo d'Arte Contemporanea di Lissone (MB) – con inaugurazione il 28 settembre alle ore 18:00.
La mostra presenta opere che affrontano il tema dell'identità interculturale. Questioni sociali, etniche e di genere invitano a una riflessione che pone l'essere umano al centro dei processi di trasformazione in atto nel mondo contemporaneo. Quindici artisti provenienti da differenti luoghi del mondo - Occidente, Americhe, Africa, Asia e Medio Oriente - propongono considerazioni sociologiche e culturali da punti di vista differenti, attraverso linguaggi narrativi eterogenei.
Le opere sono selezionate dalla collezione della Fondazione Han Nefkens di Barcellona e dal Premio de Producción de Video Arte Fundación Han Nefkens – CAC Quito 2018.

Il progetto curatoriale è stato ideato per il MAC di Lissone e sarà presentato in anteprima al MUST di Lecce grazie al supporto di UBI Banca e all'interessamento dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Lecce.

La mostra sarà documentata da un catalogo bilingue (italiano e inglese) edito da Silvana Editoriale, casa editrice internazionale, e sarà distribuito in Italia ed all'estero dalla fine di settembre 2019.

Ai bordi dell'Identità è un evento espositivo che testimonia quanto la ricerca artistica contemporanea sia coinvolta nel dibattito culturale e sociale riguardante le condizioni dell'esistenza nel mondo globalizzato. Gli artisti coinvolti presentano riflessioni da punti di vista personali e culturali talvolta molto distanti tra loro, con strategie narrative ed espressive dissimili e variegate. Da questo excursus di video-racconti si ricava l'urgenza di porre l'essere umano al centro di un'indagine che coinvolge i processi d'identificazione e di appartenenza, d'individuazione delle differenze, di riconoscimento dell'alterità. Essere ai bordi, come suggerisce il titolo della collettiva, allude a quella condizione di fluidità in cui la definizione individuale si realizza attraverso rapporti di confronto e negoziazione con il prossimo o il diverso. I video in mostra indicano, in una prospettiva positivistica, la direzione dell'interculturalità come matrice costruttiva del percorso di emancipazione dell'uomo, percorso perennemente in divenire.

La tematica dell'oppressione delle donne nei territori di guerra dell'ISIS è affrontata con sguardo documentaristico dal video di Erkan Özgen (Derik, Turchia, 1971) Purple Muslin (2018). Shirin Neshat (Qazvin, Iran, 1957) in Tooba (2002) propone, attraverso l'allegoria di un albero, la risoluzione delle tensioni tra uomini e donne grazie alla dimensione trascendente e spirituale. Maya Watanabe (Lima, Perù, 1983) nel video Liminal (2019) si sofferma sui genocidi avvenuti in Perù, occupandosi del lutto non solo come dolore personale, ma anche come esperienza della collettività. Arash Nassiri (Teheran, 1986) in Tehran-geles (2014) ci palesa, sovrapponendo in maniera surreale le città di Teheran e Los Angeles, le urgenze che muovono migliaia di persone alla migrazione. Sempre sulle dinamiche migratorie si soffermano Ramin Haerizadeh (Tehran, 1975), Rokni Haerizadeh (Tehran, 1978), Hesam Rahmanian (Knoxville, 1980) con From Sea to Dawn (2016-2017); il video è un collage di immagini tratte dai media e rielaborate con interventi pittorici che rimanda all'odissea del viaggio. Bárbara Sánchez Barroso (Lleida, Spagna, 1987) in Paradise (2017) sovrappone le registrazioni vocali di un migrante ad immagini dalla valenza simbolica: l'uomo è disposto a pagare con la perdita delle proprie certezze valoriali in favore della speranza di una libertà individuale. Il tema della libertà è affrontato anche da Zwelethu Mthethwa (Durban, Sudafrica, 1960) in Flex (2002) attraverso la metafora dello sforzo e della fisicità, mentre l'utopia comunista sovietica è l'argomento del video intimo e biografico Disappearance of a Tribe (2005) di Deimantas Narkevičius (Utena, Lituania, 1964). Questioni sociali sono i soggetti dei lavori di Araya Rasdjarmrearnsook (Trad, Thailandia, 1957) Village Kid Singing (2004), sulla condizione della sieropositività in Thailandia, e di Gabriel Mascaro (Recife, Brasile, 1983) EBB AND FLOW (A Onda Trás o Vento Leva) (2012), sulla disabilità fisica nella società brasiliana.
Un approfondimento della videoarte latinoamericana è proposto da una selezione di opere tratte dall'edizione 2018 del Premio de Producción de Video Arte Fundación Han Nefkens - CAC Quito 2018. Cinque artisti di nazionalità o di origine latinoamericana testimoniano la vivacità di questo background culturale. Adrian Balseca (Quito, Ecuador, 1989) in Mar Cerrado (2016) costruisce una riflessione sullo sfruttamento delle risorse estrattive comparandole alle icone patriottiche e monumentali dell'Ecuador. Javier Castro (La Habana, Cuba, 1984) con La Edad de Oro (2012) smonta la retorica dell'universalità dei valori umani riportando le fantasiose e ingenue risposte dei bambini cubani alla domanda su cosa vorrebbero fare da grandi. Anche Jonathas de Andrade (Maceió, Alagoas, Brasile, 1982) interviene sui cambiamenti dei valori sociali condivisi, nel video O Levante (2014) l'artista organizza una corsa di cavalli a scopi cinematografici per aggirare il divieto imposto nella città di Racife di far circolare animali rurali. D'impatto autoreferenziale è il lavoro di Luis Gómez Armenteros (La Habana, Cuba, 1968), in Life from the spinig washing machine (2012) una sequenza stop-motion di immagini del proprio volto creano una alterazione visionaria in cui la distinzione tra finzione e realtà diviene impercettibile. Beatriz Santiago Muñoz (San Juan, Porto Rico, 1972) in Otros Usos (2014) analizza gli effetti del postcolonialismo sul paesaggio dei territori caraibici.

Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh, Hesam Rahmanian / Gabriel Mascaro / Zwelethu Mthethwa / Deimantas Narkevičius / Arash Nassiri / Shirin Neshat / Erkan Özgen / Araya Rasdjarmrearnsook / Bárbara Sánchez Barroso / Maya Watanabe

Adrián Balseca / Javier Castro / Jonathas de Andrade / Luis Gómez Armenteros / Beatriz Santiago Muñoz

Ai bordi dell'identità
Videoarte contemporanea dalla Fondazione Han Nefkens

Ideazione e cura di Giacomo Zaza

Progetto realizzato per il Museo MAC di Lissone, in collaborazione con il MUST di Lecce, grazie al sostegno di UBI Banca, dell'azienda Valentino Caffè e con il Patrocinio del Comune di Lecce

MUST
Museo Storico della Città di Lecce

20 giugno – 8 settembre 2019
Inaugurazione 20 giugno 2019 ore 19:30

Museo Storico della Città di Lecce
Ex Monastero di Santa Chiara
Via degli Ammirati, 11
73100 - Lecce
http://www.mustlecce.it
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328.5842114

Con il Patrocinio del Comune di Lecce
Main Sponsor: UBI Banca
Sponsor: Valentino Caffè
Segreteria organizzativa: Associazione Culturale Artistika

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Partner: Han Nefkens Foundation
www.hnfoundation.com

Ufficio Stampa:
Sirio Schiano lo Moriello
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"La Stanza di ieri" è un'antologica che riesce molto bene a raccontare l'evoluzione e la ricerca nel lavoro di Marco negli ultimi anni.
I lavori esposti sono gli originali delle illustrazioni nate dalla collaborazione con quotidiani e riviste, realizzate per manifesti, copertine di libri e album musicali, fino a giungere ai lavori grandi su tela e i libri: un'antologia di quello che è il prodotto del lavoro dell'illustratore.
Opere caratterizzate dall'evoluzione impercettibile ma costante, fatta di piccole introduzioni cromatiche, di linee più o meno distinguibili, più o meno marcate, di variazioni tecniche, dalle tavole a matita e tempera, quasi monocromatiche e dal gesto più istintivo che lascia maggiore spazio alla percezione della costruzione del disegno, alle più numerose tavole ad acrilico, tecnica prediletta, dove emergono le tavole di Album (GRRRz Comic Art Books, 2016) e di 8½
(This is not a love song 2017) gli ultimi lavori in ordine di tempo, in cui è approdato ad uno stile più descrittivo, improntato sulla quasi totale assenza del colore, o meglio, sull'utilizzo di una vasta scala di grigi e bruni che conferiscono eleganza e calore monocromatico.
Sono proprio gli ultimi lavori che fanno pensare alle stanze, dove 'La stanza' in questo caso è uno spazio in cui vengono raccontate storie, stipate delle fotografie, un universo in cui vivono i suoi personaggi che a volte si palesano, a volte fanno soltanto intuire la loro presenza.
Non una stanza normale ma una wunderkammer, un luogo dove raccogliere, collezionare, tutti i naturalia e mirabilia del mondo, o, in questo caso specifico delle oscillazioni, grandi e piccole di irrealtà nelle scene rappresentate.
La sua è la pittura di un "sabotatore tranquillo", che inserisce senza preavviso frammenti surreali nel quotidiano, riducendo ad un istante di immobile sorpresa la sua interpretazione del mondo.
Alcune illustrazioni sono dei racconti brevi, altre sono note ai margini, riflessioni essenziali dove l'autore, se si trattasse di uno scrittore, concederebbe la possibilità di immaginare la storia descritta senza bisogno di leggerla.
In questo sta il gioco, ognuno può immaginare e costruirsi ciò che precede e ciò che segue l'istante rappresentato.
Su tutti i lavori, compreso il remake degli splendidi fotogrammi del capolavoro di Federico Fellini 8½ rivisti alla luce del suo linguaggio, emerge un ulteriore, fortissimo, filo conduttore: l'eleganza.
L'eleganza raggiunta nell'ultimo periodo è in assoluto il dato più significativo, conferita da un costante bilanciamento della composizione e dalla cura dei particolari che rendono ogni tavola mai leziosa o ridondante.
Quell'eleganza sicura e innata che è data dall'equilibrio tra le parti e la sorpresa dell'inaspettato.
Quell'eleganza insomma, che nasce dal saper trasmettere i concetti più profondi e sfuggenti e soprattutto, dall'infrangere i divieti del pensiero comune. Con grazia.
La Stanza di ieri è un bel posto in cui soggiornare.


Serena Fumero

 

La mostra è visitabile tutti i giorni, escluso il lunedì, dal martedì alla domenica nei seguenti orari :

10:00 / 13:30
15:50 / 19:00

Biglietto intero € 5,50 , ridotto € 3,50

Info : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sabato 30 Marzo 2019 prende il via il 4° appuntamento con la rassegna fotografica, che vedrà alternarsi autori locali e non, professionisti ed amatori, presso la Caffetteria del MUST - Museo storico Città di Lecce

La rassegna è curata da :
LedA
Iride

* Attività promosse all'interno del SAC "Terre di Lupiae"

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" SULLE TRACCE DI ZENOBIA, IN CAMMINO PER INCONTRARE LA LUNA "

La suggestione narrata ha il sapore nostalgico degli antichi splendori e di un desiderio forte e ingenuo di rinascita del Paese, di ritorno alla vita.
Si tratta di fotografie scattate dieci anni fa, in analogico, e, sebbene molto di ciò che raffigurano sia andato distrutto, l'immenso esodo e l'incommensurabile numero di vittime, il pensiero è andato a quella parte di popolo siriano che con fatica, dignità e coraggio ancora esiste, resiste, lotta e spera.
Un viaggio può essere definito tale quando è incontro di altre identità umane. E proprio da quello scambio riaffiorano le ombre, le presenze, i volti incrociati che tornano ora ad animarsi e a parlare. Sono ricordi ma non solo: vogliono essere un invito a immaginare queste persone da qualche parte al sicuro, in Germania o in Svezia, in Canada o chissà dove, ovunque il destino abbia offerto loro un approdo, un appiglio. La volontà di pensarne alcuni, malgrado tutto, nella loro terra pronti a ricominciare. Sono una trasposizione nel tempo di vite pulsanti a urlare il bisogno di domani.
Sono rabbia che diviene sogno, una visione immaginaria di quella gente semplice che, come nei versi di uno dei suoi maggiori poeti, "lascia le proprie botteghe e s'incammina per incontrare la luna".

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Elena Coluccia nasce a Martano (LE) nel 1971.
La sua formazione, prevalentemente tecnico-economica, si svolge negli anni universitari e, in seguito ad esperienze professionali, nelle città di Firenze e Milano.
Da sempre attratta dal mondo dell'arte in generale, si dedica alla ricerca fotografica vivendo occasioni di viaggio che la portano a conoscere popoli e luoghi.
Il suo approccio alla fotografia, risalente alla fine degli anni novanta, si è sviluppato in progetti in cui la componente etico-sociale è particolarmente accentuata. Sensibile ai temi legati al reportage di viaggio, alla street photography, alle mille possibilità del ritratto e, più di recente, alla fotografia d'interni, Elena riesce a regalarci con le sue fotografie angoli nascosti della sua complessa personalità. Angoli che appartengono a tutti ma che ciascuno può vedere solo se messi sotto una speciale luce.

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Inaugurazione mostra sabato 30 Marzo alle ore 18:00,
la mostra sarà visitabile, tutti i giorni ( escluso il lunedì) dal martedì alla domenica sino al 28 Aprile 2019 nei seguenti orari :

- 10:00 / 13:30
- 15: 30 / 19:00

L'incontro con l'autrice sarà moderato da Valentina Morello.

Ingresso libero
info : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
0832.1830581

Riccardo Mannelli

Diario di un vizio

a cura di Kunstschau

Martedì 5 marzo 2019 alle ore 18.30, Kunstschau_Collective Art Group presenta la mostra Diario di un vizio, antologica dell'artista Riccardo Mannelli (Pistoia, 1955) presso il MUST – Museo Storico della Città di Lecce e, a partire da mercoledì 6 marzo, il progetto speciale presso la sede di Kunstschau in via Gioacchino Toma 72.

Da sempre impegnato in una indagine profonda e radicale nei confronti della società contemporanea attraverso i suoi caustici ritratti di uomini politici e la sua satira di costume, Riccardo Mannelli è considerato tra i massimi interpreti mondiali del disegno e dell'illustrazione. Ironico, irriverente, raffinato esploratore dell'animo umano, da oltre quarant'anni lavora ad una personalissima ricostruzione della bellezza, sia attraverso la militanza quotidiana nell'ambito giornalistico (L'Europeo, La Stampa, Il Manifesto, La Repubblica, Il Fatto quotidiano) che nella produzione pittorica dove esplora i caratteri, i lati oscuri e le nevrosi delle relazioni umane.

"Il Diario di Mannelli – scrive Roberto Lacarbonara in catalogo – quello su cui da anni l'artista toscano annota i vizi, il malcostume e la decadenza di un popolo, è la più grande sceneggiatura anatomica dell'attualità, un palcoscenico della bellezza quale promessa – mancata? – di felicità e di emancipazione. È il "corpo" il protagonista del disegno e della pittura di Mannelli. Corpo-totale, corpo-carne, corpo-schermo su cui il tempo proietta le ombre cavernicolari del quotidiano. Un corpo da sempre irrisolto nella cultura occidentale, prima greca poi giudaico-cristiana ed infine cartesiana, fatto a pezzi dalle rasoiate della morale e della ragione".

Il titolo della mostra è tratto dal celebre film di Marco Ferreri (1993) e definisce una strettissima affinità con le intenzioni e la poetica del regista. Quel vizio elaborato da Ferreri attraverso le ossessioni sessuali e angosciose del protagonista, si insinua nella profondità dell'uomo moderno, specie in virtù delle più subdole forme di potere che agiscono sul nostro corpo e sulla nostra mente.

"Quando la commedia si fa caustica o commuove, quando non fa ridere se non a denti stretti e con malcelata amarezza, allora la realtà si fa realmente esplicita, schietta, nevrotica. Ce lo insegnano i pagliacci di Fellini, i Ragazzi di vita di Pasolini; ce lo dicono da sempre i nostri proverbi; ma soprattutto ne fanno un mestiere i grandi maestri della satira politica e di costume, da Pino Zac a Vincino a Riccardo Mannelli".

In mostra al MUST saranno visibili ampie sezioni del lavoro pittorico di Riccardo Mannelli svolto nel corso di circa vent'anni, tra il 2000 e il 2019. Dagli Appunti per la ricostruzione della bellezza ai Blues e Hasta mañana mi amor, fino alla recente serie Ammazzami, opere dedicate alla violenza di genere. Sarà inoltre allestita una Sala dei disegni, una Sala dei ritratti ed una Sala della Satira.

Per la prima volta in Italia, verrà presentato il film Riccardo Mannelli: Notes for the Reconstruction of Beauty di Gianluca Draghetti, realizzato in occasione della grande personale americana al Building Bridges Art exchange di Los Angeles nel 2016. All'interno del film sono raccolte testimonianze di giornalisti, curatori e professionisti del mondo artistico e giornalistico di Mannelli, tra cui Ascanio Celestini, Vittorio Sgarbi e Marco Travaglio.

Presso la white cube di Kunstschau sarà invece esposto il progetto Commedia in Z.E.R.O. (2001-2005), in un allestimento vietato ai minori di 16 anni.

L'evento ha il Patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Lecce ed è in collaborazione con la Galleria Gagliardi di San Gimignano (Si).

Nota biografica

Riccardo Mannelli è nato a Pistoia nel 1955, vive a Roma ed è una delle matite italiane più incisive e taglienti. Disegnatore, illustratore, pittore, ritrattista, autore di reportage disegnati, dopo Il Male è stato protagonista delle più importanti esperienze di stampa satirica in Italia ed ha collaborato con numerosi quotidiani e riviste (Cuore, Linus, L'Europeo, La Stampa, Il Manifesto, La Repubblica). A tutto questo si unisce un'intensa attività espositiva in Italia e all'estero (Appunti per la ricostruzione della bellezza, Contratti contemporanei, Fine penna mai).

Ha realizzato il fregio virtuale "Apoteosi dei corrotti" proiettato sulla parete esterna dell'Ara Pacis di Roma, del 2009 è la mostra "Teneri Barbari" insieme al fotografo ceco Jan Saudek; nel 2011 espone per la prima volta l'intero ciclo pittorico "COMMEDIA IN Z.E.R.O." nell'ambito delle Mostre d'arte del 54° Festival di Spoleto. Sempre nel 2011 è invitato alla 54ª Biennale di Venezia dove espone tre opere nel Padiglione Italia. In questo stesso anno riceve il premio Forte dei Marmi per la Satira Politica.

Insegna Disegno dal vero e Anatomia all'istituto Europeo del Design.

Riccardo Mannelli | Diario di un vizio

a cura di Kunstschau

Opening: 5 marzo 2019, ore 19.00

Dal 5 al 31 maggio 2019

Allestimento vietato ai minori di 16 anni

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La mostra è visitabile tutti i giorni, escluso il lunedì, dal martedì alla domenica nei seguenti orari :

• 10:00 / 13:30
• 15:50 / 19:00

Biglietto intero € 5,50 , ridotto € 3,50

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Kunstschau_Contemporary place

Via G. Toma 72, Lecce

Ufficio stampa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Info: + 39 320 5749854 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.kunstschau.it

Domenica 10 Febbraio 2019 prende il via il 3° appuntamento con la rassegna fotografica, che vedrà alternarsi autori locali e non, professionisti ed amatori, presso la Caffetteria del MUST - Museo storico Città di Lecce

La rassegna è curata da :
LedA
Iride

* Attività promosse all'interno del SAC "Terre di Lupiae"

Shqiponja. TIRANA: l'Aquila del cambiamento

Tirana, capitale del Paese delle Aquile in questi ultimi venti anni ha assistito ad un deflusso migratorio di due tipi: il primo per ricercare nuove opportunità di lavoro, il secondo caratterizzato da un'ondata di ritorno di uomini e donne decisi a confluire nel movimento di ricostruzione ed ammodernamento dell'Albania.Tirana sta vivendo una forte espansione dovuta all'insediamento di attività produttive industriali e del terziario legate a investitori internazionali. Inevitabili i mutamenti urbani che l'hanno riqualificata tramite piani urbanistici e interventi architettonici firmati da importanti architetti internazionali come Daniel Libeskind* che ha realizzato Magnet, un importante centro residenziale di circa 800 appartamenti. Il complesso si compone di due edifici: Eagle in flight già completato e Orion in fase di realizzazione. La città di Tirana si pone come una dei laboratori europei più interessanti per la vitalità e l'unitarietà con cui affronta la rapida crescita e la costruzione di un'immagine di metropoli internazionale. Shqiponje vuole raccontare per immagini la metamorfosi di Tirana. Una città Europea, giovane, viva e piena di opportunità. L'ho fotografata in lungo e in largo facendomi ispirare dalle nuove forme e dalla luce che da ogni dove si "percepiva".

Questo progetto si ispira a Shqiponja/Aquila, in albanese appunto, simbolo dell'Albania in volo verso le democrazie occidentali europee. Si tratta di un nuovo paradigma che come un faro illuminerà la direzione verso un nuovo e brillante futuro per l'Albania (Daniel Libeskind). Una metropoli di quasi 1 milione di abitanti che ho fotografato dal basso e dall'alto (Sky tower) per esaltare i suoi colori, le sue strade le sue architetture come raccolti su di una tavolozza di colori.

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Alessandro Capurso
Sono nato a Gioia del Colle (provincia di Bari) il 6 settembre 1970 e sono sposato con Marianna Paradiso e padre di Alessia e Samuel.
Dopo aver conseguito nel 1990 il diploma di Maturità scientifica presso il Liceo Scientico Ricciotto Canudo di Gioia del Colle, ho incontrato la grafica e la comunicazione visiva. Dal 1994, sono socio di uno studio di progettazione grafica.Sono appassionato di ogni espressione dell'arte (in particolare Musica e Arte Contemporanea), ho raffinato la mia predisposizione nel cogliere gli aspetti che andavano oltre la sola immagine. Il contatto con il paesaggio urbano diventa oggi la mia fonte primaria di ispirazione. Mi piace raccontare i territori che analizzo con uno spirito di ricerca della forma, della luce e del colore. La scansione delle linee orizzontali e verticali che compongono il paesaggio urbano diventano per me una vera ossessione.

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Inaugurazione mostra domenica 10 Febbraio alle ore 18:00,
la mostra sarà visitabile, tutti i giorni ( escluso il lunedì) dal martedì alla domenica sino al 24 Febbraio 2019 nei seguenti orari :

- 10:00 / 13:30
- 15: 30 / 19:00

L'autore dialogherà durante l'incontro con il fotografo Adriano Nicoletti

Ingresso libero
info : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
0832.1830581

MUST - Museo storico Città di Lecce
Via degli Ammirati 11, Lecce

CORSO AVANZATO DI FOTOGRAFIA - DAL 1° FEBBRAIO 2019
MUST - Museo storico Città di Lecce

Il corso avanzato di fotografia è un corso di secondo livello ed è pensato idealmente come il naturale proseguimento del corso base. Solo dopo aver fatto proprie le conoscenze teoriche di base ed aver acquisito dimestichezza con la macchina fotografica è infatti possibile acquisire nozioni più legate all'aspetto artistico, compositivo, contenutistico e comunicativo della fotografia. Il corso ha come obiettivo quello di fornire tutti gli strumenti necessari per imparare a realizzare immagini tecnicamente valide e con un taglio stilistico personale, sarà quindi dato grande rilievo alla fotografia come mezzo di comunicazione ed espressione. Verranno curati sia gli aspetti compositivi che di contenuto, dedicando spazio al racconto e alla lettura, alla critica e analisi delle fotografie dei partecipanti e alla postproduzione e gestione dei file. La tecnica è importante, ma deve essere al servizio della fotografia e non viceversa. Una buona fotografia nasce non solo da una serie di scelte legate ad aspetti di natura tecnica, ma anche dalla capacità di sviluppare una sensibilità estetica e visiva verso il mondo che ci circonda.
Le lezioni saranno divise in sessioni teoriche e pratiche con particolare attenzione alle esercitazioni sia in studio che in esterni.

Al termine del percorso che avrà durata di 3 mesi circa per un totale di 12 incontri, i partecipanti si cimenteranno nel sviluppo di un progetto fotografico che verrà esposto nelle sale del Museo Storico di Lecce.

Verrà rilasciato attestato di partecipazione.

Il corso è a cura di :
LedA
Iride Progettazione Fotografica

* Attività promosse all'interno del SAC "Terre di Lupiae"

Programma :

* Presentazione programma. Ripasso fondamenti corso base. Conoscenza dei partecipanti e visione foto partecipanti.
*La composizione fotografica.
Approfondimenti e regole di grammatica fotografica.
*La percezione del colore e del bianco nero.
* La luce. Leggere e gestire la luce naturale ed artificiale.
Costruzione di un set in aula e riprese fotografiche con luce artificiale.
* Uso creativo dei flash.
La valutazione della corrretta esposizione con i flash da studio.
*Cultura fotografica. Diversi linguaggio e generi fotografici.
* Fotografia di ritratto.
Ritratto naturale. In studio.Ambientato.
*Fotografia di Paesaggio.
*Hdr in ripresa e postproduzione.
Mosso creativo. Foto panoramiche.
*Fotografia documentaristica.
* La fotografia come mezzo espressivo.
Lo stile personale.
* Approfondimenti di postproduzione e gestione dei file.
*Uscite. prove pratiche. Prove in studio.

Modulo online per effettuare l'iscrizione :
https://docs.google.com/.../1YjiDELavVumyDLxqdyBPNxByHJP.../edit

Costo : 180,00 euro

Info&prenotazioni :
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; cell. 3285842114

E' possibile chiamare tutti i giorni, escluso il lunedi, dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 19:00

Picturebook Fest| Festival dell'arte e della letteratura per ragazzi è una festa dedicata agli albi illustrati, alle parole e alle immagini che narrano e incantano, rivolta a tutti gli adulti, professionisti, educatori, insegnanti, genitori e appassionati della città di Lecce e oltre, ai bambini e ai ragazzi che cercano il piacere e la meraviglia dei libri con le figure, e in essi vogliono trovare, o ritrovare, nuovi sguardi per esplorare, conoscere, reinventare il mondo.

Da venerdì 25 a domenica 27 gennaio 2019 masterclass, workshop, laboratori, mostre e un colorato bookshop internazionale di picturebook animeranno il Museo Storico della Città di Lecce, da sempre dedito, attraverso i propri percorsi educativi, nella costruzione di percorsi culturali in cui l'arte e la narrazione diventano ponti per incontrarsi, condividere, nutrire menti e cuori aperti.

Il programma della quarta edizione sul tema di "Vedere l'invisibile", ispirato all'illustrazione di Guido Scarabottolo, uno degli ospiti del PBFest 2019, intreccia incontri di formazione per tutti coloro che si occupano di contenuti culturali per ragazzi, spettacoli, incontri con gli autori per il mondo della scuola e laboratori per bambini, ragazzi, famiglie.

A partire dai libri e dai loro autori, con la collaborazione delle case editrici, ci dedicheremo al disegno, alla poesia, alla musica, al gioco, ad esplorare le paure, all'invenzione dello sguardo, alla parola che tesse relazioni e cura, alle mani che creano e sperimentano, alla mente che impara a pensare.

Picturebook Fest è in connessione con il Buck Festival di Foggia e la Cooperativa Imago nell’ambito del Bando Cultura della Regione Puglia 2017 e con tutti gli operatori che lavorano nel settore del visivo, della letteratura per l'infanzia e della pedagogia dell'arte.

È soprattutto un luogo delle possibilità infinite dell'immaginazione da cui si diramano sentieri di carta, e non solo, che accompagnano i pubblici di qualsiasi età verso la conquista della propria cittadinanza culturale.

Tra gli ospiti: Alessandro Sanna, Canicola Edizioni, Enrico Rambaldi, Alessandra Falconi, Monica MOnachesi, Lodovica Cima, Libri finti clandestini, Silvia Vecchini, Guido Scarabottolo, Hans Hermans

Sabato 12 Gennaio 2019 prende il via il 2° appuntamento con la rassegna fotografica, che vedrà alternarsi autori locali e non, professionisti ed amatori, presso la Caffetteria del MUST - Museo storico Città di Lecce

La rassegna è curata da :
LedA
Iride Progettazione Fotografica

* Attività promosse all'interno del SAC "Terre di Lupiae"
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La Commedia Umana
Paesaggi umani nella fotografia di Vito Leone
L'uomo e l'acqua. Gli scatti di Vito Leone riprendono l'umanità nei suoi aspetti più vari: intimi, di grandi solitudini e malinconie o estroversi, teatrali, quasi caricaturali. E' la "commedia umana" che, dinanzi al mare, come in un estemporaneo palcoscenico en plein air, si manifesta in tutta la sua pienezza e diversità. Come in una grande istantanea – o in tante istantanee, tessere di un mosaico infinito – la gente è colta nei suoi attimi più personali. C'è chi mangia, chi racconta una storia al vicino, chi si specchia. Qualcuno guarda l'orizzonte. Ci sono tante piccole storie; lo sguardo può isolarle, leggerle una ad una, oppure cercare un significato d'insieme. Questo istante, condensato in una foto, diviene ricordo personale e memoria collettiva, indagine, testimonianza, documentazione.
Il progetto fotografico, che ha come filo rosso l'elemento marino, indaga nelle vite degli individui, riprese nella loro banalità o - diversamente - nella loro grande originalità. Come Hopper sulle strade e nei crocevia americani, come Ghirri e Parr, per citare alcuni esempi fotografici illustri, Vito Leone cerca di dare un senso alla presenza dell'uomo nel paesaggio e - nel contrasto o nella simbiosi con l'acqua - definisce le vite degli altri e di ognuno racconta una storia.
Con una delle foto de "La Commedia Umana", Vito Leone è stato tra i finalisti del Sony World Photography Awards 2017, per la categoria 'open'-sezione cultura, nella quale sono stati selezionati dieci fotografi da tutto il mondo su oltre 200mila partecipanti. Il premio è uno dei maggiori riconoscimenti mondiali nel campo della fotografia.

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Vito Leone è nato a Taranto nel 1964 ed è laureato in lingue e letterature straniere. E' docente di lingua e civiltà inglese e giornalista. Ha partecipato a mostre, personali e collettive, in Italia e all'estero. La sua ricerca fotografica è iniziata dal minimalismo, per giungere, oggi, ad una dimensione più antropologica, di indagine sull'uomo ed il paesaggio.

ESPOSIZIONI
- Finalista al Sony World Photography Awards 2017, per la categoria 'open'-sezione cultura.
- THE HUMAN COMEDY – Villa Reale Monza, SWPA, 08/09/17 – 29/10/17
- EFFETTI PERSONALI – Castello de Falconibus Pulsano, 11/12/2016 – 18/12/2016
- LES BAIGNEURS – Semplicemente fotografare Novafeltria (Rimini) – 23/09/16 - 02/10/16
- ARCHITETTURE URBANE – Ass. Proloco Grottaglie – 15/04/2016
- PAESAGGI ALTERATI - Ordine degli Architetti Palazzo Ulmo Taranto 06/07/15 - 11/07/15
- VUOTO SOLIDO Mediterraneofotofestival LECCE 23/05/2015 – 02/06/2015
- VUOTO SOLIDO - Ordine degli Architetti MUDI Taranto 26/06/14 - 09/07/14
- DETENZIONI Interno 4 - C.L.E. Università di Torino, 14/11/2013
- BIENNALE DEL RESTAURO ARCHITETTONICO ed URBANO ITALIA GRECIA TURCHIA -
a cura di BRAU - ex Convento San Francesco Taranto 15-30/10/2013
- METRICHE URBANE - Ordine degli Architetti MUDI Taranto 24/06/13
- THE ART OF LESS - Castello Episcopio, Grottaglie, personale - ass. Koiné 25/05/13
- ESTILO LIBRE EXPOSICION - Homero 45 Messico 24/04/13
- EXTRAHERE - MUST Museo storico Lecce 10/03/13

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Inaugurazione mostra sabato 12 Gennaio alle ore 18:30,
la mostra sarà visitabile, tutti i giorni ( escluso il lunedì) dal martedì alla domenica sino al 27 Gennaio nei seguenti orari :

- 10:00 / 13:30
- 15: 30 / 19:00

Ingresso libero
info : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
0832.1830581

MUST - Museo storico Città di Lecce
Via degli Ammirati 11, Lecce

Sabato 15 Dicembre 2018 prende il via la rassegna fotografica, che vedrà alternarsi autori locali e non, professionisti ed amatori, presso la Caffetteria del MUST - Museo storico Città di Lecce

La rassegna è curata da :
LedA
Iride Progettazione Fotografica

* Attività promosse all'interno del SAC "Terre di Lupiae"

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"Chioma d'acqua è un progetto sui Remuri, squadra dei vogatori della città di Brindisi, in Puglia.
Ho raccontato, attraverso il linguaggio della fotografia, la mia esperienza di oltre un anno e mezzo vissuta sulla loro imbarcazione, durante alcuni allenamenti e alcune gare, con l'obiettivo di rendere omaggio ai protagonisti, all'importante tradizione brindisina che lega i suoi abitanti al mare e al territorio stesso.
L'approccio utilizzato, infatti, è di tipo antropologico – poetico. Le fotografie non sono solo documentarie, ma cercano di entrare nella narrazione da un punto di vista emotivo, coniugando all'estetica dell'aspetto visivo, la storia e le tradizioni del territorio, alla conoscenza del passato, la possibilità di una riflessione nuova e critica sull'attualità e il futuro della città di Brindisi.
Per oltre un anno e mezzo, sono salito in barca con "la ciurma" entrando in un contatto ravvicinato con le storie dei vogatori, uomini e donne di Brindisi. Il piccolo spazio dell'imbarcazione è diventato luogo di condivisione della passione, della forza, dell'impegno, della fiducia...e della poesia".

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Domenico Mirabella, nato a Torino nel 1975 ma brindisino di adozione, da appassionato di fotografia ad autore.
La sua formazione nella tutele dei Beni Culturali lo porta ad entrare in contatto con la storia, le civiltà e le tradizioni. Gli studi si trasformano negli anni in interesse verso le persone e le storie che hanno da raccontare. Attitudine che trova naturale manifestazione attraverso il linguaggio della fotografia. Studia con diversi maestri italiani di fotografia d'autore riconosciuti a livello internazionale, viaggia, osserva e fotografa. Nel 2017 fonda il Collettivo Fotografico Polaroads, a Brindisi, con Mario Capriotti, Damiano Malorzo e Azzurra Peragine. Nella sua fotografia è spesso vicino ai soggetti ritratti, fisicamente ed emotivamente.
Le sue fotografie sono state esposte in mostre collettive in Puglia, a Voghera e a Milano.

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Durante l'incontro l'autore dialogherà con il Collettivo Fotografico Polaroads di Brindisi.

Domenica 23 Dicembre alle ore 18:00 , presso la Caffetteria del MUST - Museo storico Città di Lecce, si terrà il secondo incontro in cui Domenico Mirabella presenterà il suo libro fotografico "Chioma d'acqua".

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Inaugurazione mostra sabato 15 Dicembre 2018 alle ore 18:30,
la mostra sarà visitabile, tutti i giorni ( escluso il lunedì) dal martedì alla domenica sino al 30 Dicembre 2018 nei seguenti orari :

- 10:00 / 13:30
- 15: 30 / 19:00

Ingresso libero
In occasione dell'inaugurazione è consigliabile la prenotazione :
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
0832.1830581

MUST - Museo storico Città di Lecce
Via degli Ammirati 11, Lecce
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E' attiva la "nuova" caffetteria del Must. La saletta è diventata una zona ristoro "assistita" in cui il pubblico liberamente e gratuitamente potrà sostare e sfruttare lo spazio per lavorare, studiare, incontrarsi nella massima tranquillità, sfruttando il wifi libero. L'unico impegno?
Un caffè, una tisana o una bevanda fresca da gustare comodamente ed in totale relax...

Orari :
10:00/ 13:30 ;
15:30 / 19:00 ( escluso il lunedì )

Venerdì 9 Novembre 2018 s'inaugura presso il MUST - Museo storico Città di Lecce la mostra : "Galleria Zero".
Evento espositivo finale del "Progetto Incipit. Rete di esposizioni tra Accademia e Territorio" . Un progetto a cura dell'Accademia di Belle Arti di Lecce, patrocinato dalla Città di Lecce, da un'idea di Fernando de Filippi e Andrea Rollo,curato da Angelo Maria Monaco, Ester Maria Valentina Annunziata, Patrizia dal Maso e con la collaborazione di Serena Leone, Marco Calogiuri e Pippo Bolognini.

60 opere di 50 allievi ABA, dopo 11 esposizioni in 8 gallerie salentine, approdano per la mostra finale al MUST di Lecce.

Vernissage venerdì 9 novembre ore 19.30 con la partecipazione degli Assessori Antonella Agnoli e Rita Miglietta, i galleristi Mauro Marino, Gigi Rigliaco, Nunzia Perrone, Alice Caracciolo, Enzo Scaramuzza, Mirella Coricciati, Mario Passabì, Riccardo Leuzzi.

La mostra sarà visitabile sino al 23 Novembre 2018 nei seguenti orari :
- 10:00 / 13:30 ;
- 15:30 / 19:00
Tutti i giorni dal martedì alla domenica, escluso il lunedì.

www.accademialecce.it
www.mustlecce.it
Segreteria Must : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; 3285842114/0832241067

Il Museo visto da te

Visita a più voci e più sguardi alle mostre temporanee del MUST
insieme a Carmelo Leone e Giuseppe Zilli, autori delle mostre "Poesia del reale" e "Arc- en- ciel"

"Sembra questo, sembra quello..." Quante volte ci siamo posti questa domanda, guardando un'opera d'arte contemporanea, cercando di coglierne il senso e di interpretare il linguaggio visivo e poetico del suo autore?

"Il Museo visto da te" è un appuntamento promosso dai Servizi Educativi del MUST, e a cura di LedA Laboratori, per coinvolgere i pubblici in una vista partecipata alle mostre di Giuseppe Zilli e Carmelo Leone, in occasione del loro finissage, che accompagneranno i fruitori in una visita inedita e sorprendente.

Non saranno delle semplici visite guidate ma delle esperienze di condivisione e partecipazione, singola e di gruppo, mediate dal racconto che gli artisti faranno del loro processo creativo e completate da attività giocose di rielaborazione di spunti, idee, sensazioni da parte dei partecipanti.

A partire dalla riflessione di Eilean Hooper: "Si contano i visitatori o sono i visitatori che contano?" l'attività ha tra le finalità quella di incoraggiare un attivo coinvolgimento del pubblico attraverso un'interazione ricca e un confronto validante, rendendo in tal modo ognuno creatore e attivatore di nuovi valori culturali per il Museo Storico della Città e per il suo patrimonio culturale.

31 ottobre, MUST - Museo storico Città di Lecce
ore 19- 21

Ingresso 5 euro
Per adulti

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; 393.8438170

Atelier di pittura. Corso di disegno e tecniche pittoriche per bambini 6- 12 anni

I Servizi educativi del MUST- Museo Storico Citta' di Lecce, curati da laboratori LedA promuovono per il terzo anno
consecutivo ATELIER DI PITTURA il corso di disegno e tecniche pittoriche per bambini.
Un vero e proprio percorso formativo, che mira a tirar fuori e esaltare i talenti di tanti bambini e ragazzi
particolarmente inclini alle arti visive e che, allo stesso tempo, ha la finalità di accompagnare nella scoperta della
propria manualità, con strumenti pedagogici consolidati e garantiti, anche i bambini che sentono l’arte e la creatività
un po’ distante dal loro mondo.
LedA propone negli spazi del laboratorio d'arte del Must, a partire dal mese di ottobre una scuola, una palestra per
tutte le giovani menti che sono alla ricerca di una loro dimensione espressiva, che hanno una passione e desiderano
coltivarla sin da giovanissimi, un luogo dove non si imparano e sperimentano solo i fondamenti di diverse discipline
artistiche ma un club dove, soprattutto i bambini e i ragazzi, possono nutrire e condividere una passione.
Ad accompagnare i ragazzi in questi percorsi base e avanzati saranno docenti specializzati.
Il programma si sviluppa prendendo spunto da opere della storia dell'arte e dalle illustrazioni tratte dagli albi
illustrati- che fanno parte della Libroteca d’Arte del MUST, biblioteca specializzata in libri illustrati per ragazzi- che
meglio si prestano ad esprimere le emozioni bambini ed dei ragazzi.
I bambini impareranno dapprima ad usare diversi tipi di matite, a individuare le ombre e le luci, sviluppare
gradualmente il senso dell'osservazione e delle proporzioni. In questa fase useranno il carboncino che è facile
adoperare per suggerire le ombre anche per chi non ha dimestichezza nel disegno.
Si passeraà; poi ad usare i colori (tempera, acquerello, acrilico, tecniche miste e collage) e le varie sfumature,
prendendo spunto da repertori di immagini con soggetti adatti alla loro età; e a loro disposizione in aula, facendo così
un viaggio nella storia dell’arte, da quella antica a quella contemporanea
Saranno inoltre organizzate visite di mostre temporanee e sedute di disegno nel museo e nelle botteghe di artisti per
permettere un incontro con la creazione degli artisti. A fine corso i lavori dei partecipanti saranno esposti in Museo in
una collettiva d'arte di “giovani artisti”.

Dove: MUST- via Degli Ammirati, 11
Chi- Laboratori LedA- insegnante Monica Taveri
Per bambini dai 6 agli 11 anni
Quando: dal 13 ottobre 2018 sino al 26 maggio Maggio 2019. Ogni sabato dalle 10.30 alle 12.30
Sabato 21 ottobre Open day e mostra dei lavori dei bambini dello scorso anno
Costi: Iscrizione 30 euro
Trimestrale: 150 euro
4 ingressi 60euro
Materiali: Alcuni materiali saranno a carico dei partecipanti e saranno indicati di volta in volta; altri saranno messi a
disposizione dall’organizzazione

Corso di fotografia e cultura dell'immagine

“Vedere attraverso le Fotografie”: un percorso appassionante nel mondo della fotografia, per imparare tecniche e modelli di narrazione attraverso le immagini.

Il corso si rivolge a tutti coloro che desiderano avvicinarsi alla teoria e alla pratica della fotografia, approfondire la propria passione, per semplice diletto o magari per scoprire e sviluppare una dote nascosta. I vari argomenti in programma saranno affrontati in maniera semplice, graduale e pratica. Verranno curati sia gli aspetti compositivi che di contenuto, dedicando spazio al racconto e alla lettura, alla critica e analisi delle fotografie dei partecipanti. La tecnica è importante, ma deve essere al servizio della fotografia e non viceversa. Una buona fotografia nasce non solo da una serie di scelte legate ad aspetti di natura tecnica, ma anche dalla capacità di sviluppare una sensibilità estetica e visiva verso il mondo che ci circonda. Durante il corso analizzeremo le caratteristiche e le tecniche dei diversi generi fotografici, approfondendo i metodi per realizzare al meglio le nostre immagini. Il corso è rivolto sia a tutti coloro che per la prima volta si avvicinano al mondo della fotografia e sia a coloro che conoscono le basi fotografiche e vogliono approfondire tecniche e capacità fotografiche. I concetti affrontati durante le ore in aula verranno consolidati attraverso semplici esercitazioni e i risultati verranno confrontati e discussi durante una parte della lezione successiva. Anche se ormai la fotografia è diventata alla portata di tutti, in realtà questo non significa che siamo “visualmente” degli esperti. Il corso vuole offrire, in maniera dinamica e stimolante, agli appassionati un modo per capirne di più, “per colmare il gap tra il vedere semplicemente una foto e capirla veramente” attraverso una varietà di idee, approcci e tecniche, racconti, documentari, esperienze differenti.

Al termine del percorso che avrà durata di 3 mesi, i partecipanti si cimenteranno nel sviluppo di un progetto fotografico che verrà esposto nelle sale del Museo Storico di Lecce.


Da venerdi 5 Ottobre 2018, una volta alla settimana, dalle 19:00 alle 21:00
Totale di 3 mesi, 12 incontri.
Costo : € 150,00

Il corso è curato da LedA


Programma:
- Cenni storici
- Il mezzo fotografico, gli obiettivi
-Esposizione e sue applicazioni
-WB, compensazione e uso del flash
- Messa a fuoco, profondità di campo
-Composizione e regole di base
- I grandi maestri della fotografia. Generi fotografici
- Cultura visiva e linguaggio: inquadratura, punto di vista
- Uscite fotografiche, prove pratiche
- Accenni di post produzione
Approfondimenti sul ritratto
- Progetto finale

Modulo online per effettuare l'iscrizione :
https://docs.google.com/forms/d/1SUpva1IZ2pqFgZbZMOaoPWirmoGvWc-KJS_OUk87XJw/edit


info&prenotazioni : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; cell. 3285842114
E’ possibile chiamare tutti i giorni, escluso il lunedi, dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 19:00

* Attività promossa all'interno del SAC "Terre di Lupiae"

ATELIER DI PITTURA.
CORSO DI TECNICHE ARTISTICHE PER ADULTI

Il corso tenuto da Monica Taveri, pittrice e insegnante di tecniche pittoriche, è finalizzato all'acquisizione e/o perfezionamento delle principali tecniche pittoriche, dalle più classiche a quelle meno tradizionali, come la tempera, acrilico, olio, pastelli ecc. coadiuvati dall’utilizzo di materiali e supporti diversi. Lo scopo è stimolare un ampliamento del vocabolario stilistico, anche con l’ausilio di un’osservazione delle opere dei grandi maestri, attraverso lo studio sia teorico che pratico dei diversi linguaggi creativi.
Un entusiasmante viaggio nel mondo dell’arte, dedicato a tutte le persone che desiderano riscoprire e sviluppare la propria parte creativa, unica e irripetibile, in uno stile personale e unico.
I principianti saranno guidati fin dalle nozioni di base, mentre chi avesse già esperienza avrà la possibilità di incrementare le proprie conoscenze e affinare la propria tecnica.
I partecipanti, pur eseguendo tutti i medesimi esercizi, saranno incoraggiati ad esprimere la propria personalità, favorendo il dialogo ed il confronto attraverso l’analisi dei lavori eseguiti, delle difficoltà incontrate, delle emozioni vissute. Inoltre durante il corso sono previste visite guidate a mostre, musei e studi d’arte per poter guardare l’arte dal vero per imparare a leggere dentro le opere con occhi diversi.

Il corso è aperto a tutti e non sono richieste precedenti esperienze artistiche, né attitudini particolari.

PER CHI
Per persone dai 15 anni in su. Non è richiesta alcuna competenza tecnica specifica.

QUANDO
Ogni lunedì, dalle 19 alle 21

CALENDARIO
Da lunedì 8 ottobre 2018 al 28 maggio

ISCRIZIONE 30 euro; MENSILITA’ 50 euro


Info: www.mustlecce.it
Segreteria: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; cell.393.8438170

“Perdersi/ Ritrovarsi/ Metafore per salvarsi”. È un haiku scritto da Giuseppe Zilli che probabilmente l’artista pubblicherà anche su queste pagine. Appare come la sintesi estrema del suo stesso lavoro di ricerca nei territori dell’arte contemporanea, in quell’immersione costante che va avanti ormai da oltre quarant’anni, con un approccio nomadico e intenso, da esploratore. La costruzione della sua ricerca, difatti, si muove su alcuni temi e archetipi, che spesso ritornano, reinventati, nel suo lungo alfabeto visivo, rinunciando alla narrazione per farsi elemento mai netto e lineare, in un ripetersi di riferimenti, appunti visivi, intrecci, matasse di pensieri. Un esercizio quotidiano, una pratica che l’artista traccia su fogli o materie scultoree, coinvolgendo emotività e pensiero, progetto e manualità, in cui si scorgono visione e paesaggio mentale, apparentemente istintivi.
È un esploratore, difatti, Giuseppe Zilli, un viaggiatore tra mari cromatici, montagne di segni, steppe di simboli e, soprattutto, archeologo, che riesce a portare nuova luce attorno alle rovine, tra la roccia e i pigmenti, tra i sali colorati e le grandi superfici cartacee che costellano il suo immaginario in cui tutto ritorna, puntualmente, pur cambiando prospettiva e consistenza.
Lo si comprende dalle opere custodite nel suo studio, in attesa di transitare negli spazi della prossima mostra, di questa mostra: sculture, dipinti, fotografie, installazioni. Tutto contribuisce alla creazione di un percorso di presenze e assenze, di materie grezze, grevi e presenze leggere, aeree, come il sale colorato, che costituisce il punto d’avvio di un’opera che vive di slanci nella sua dimensione spaziale.
E poi c’è una città che aleggia, nella sua magica simbologia, mediante allegorie e simboli, evidenziando la sua forza evocativa con declinazioni dissimili, rincorrendosi tra i grandi fogli di carta che Giuseppe Zilli ha assemblato con la sua propensione da poetico bricoleur.
Alla pittura, l’artista è sempre stato legato, sin dai suoi esordi, nati in un clima di “ritorno all’ordine” e di citazionismo nei confronti delle Avanguardie storiche. Siamo a cavallo tra i Settanta e il decennio successivo, Zilli opera in periferia ma è curioso e si aggiorna, poi viaggia e studia, conservando anche nei decenni dopo questo suo approccio così proiettato verso la conoscenza delle istanze dell’arte contemporanea. Ma pur approfondendo differenti sollecitazioni, Zilli non si è mai fossilizzato su mode specifiche, ma ha voluto sempre intendere il percorso nell’arte in autonomia e libertà, guardando alla musicalità del rapporto tra disegno e spazio dipinto e alla genesi che attraversa i generi, muovendosi con disinvolta creatività dalla pittura alla scultura per poi giungere, in anni recenti, alla fotografia. Così come, pur mantenendo l’autonomia di un percorso, Zilli è rimasto affascinato, a mio parere, da esperienze legate all’Arte Povera, alla Transavanguardia (penso a Nicola De Maria, per esempio), in un’ottica che però di attraversamento, intrecciato alle istanze di un individuale lavoro di scavo della materia e del segno archetipico che ritroviamo anche in queste ultimissime opere.
Rimescolando i brandelli di un racconto, sintetizzandoli, in molte di queste opere guarda a Venezia, città che appartiene per antonomasia all’immaginario dell’arte di ogni tempo, per la sua storia, i suoi artisti e, naturalmente, per – da oltre un secolo – la Biennale di Venezia.
Nella serie di carte realizzate con la biro blu riverbera motivi chiari dell’iconografia veneziana, così come nelle coloratissime carte – in realtà collage di carte –, in cui tornano i suoi rossi accesi, i verdi profondi, i blu oltremare di un arcobaleno che alterna luce e buio, tenebre e bagliori di notti eterne, in cui l’arte si fa portatrice sana di un’espressione di dialogo tra l’artista e un possibile mondo. Le croci, le fiaccole, il sacro, in un senso universale, il leone di San Marco, e poi i brandelli di materia scavata, messa in dialogo con i pigmenti, i sali colorati, ed ancora lo spazio, la forma e l’architettura, in un flusso unico intermittente.
Con queste opere, attraverso una connessione tra generi e dimensioni, tecniche e materiali, Giuseppe Zilli dispiega la propria dialettica semantica, lo fa attraverso un lavoro di stratificazioni ma al contempo leggero, etereo, perché i disegni sono sospesi, le piccole carte sono appese a grucce, come se fossero abiti di un corpo del pensiero.
L’arte di Giuseppe Zilli non intende volutamente occuparsi di politica, sociale, realtà, in senso cronachistico: vuole piuttosto puntare uno sguardo su quelle tracce che l’uomo e la sua storia lasciano nei margini liminali della vita di ognuno di noi. Egli recupera determinate linee e, in quell’orbita di musicalità, spiritualità e immagine, fa transitare questi nuclei in un unico paesaggio, in cui il pubblico è invitato a muoversi per scoprire affinità e vita.

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